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FEDERICO VII DI DANIMARCA

      

   

Inchieste

 Registrazione Tribunale di Rieti n. 5 del 07/11/2002

 

 

Articolo di:

Massimo Iacopi


Vizi amori e difetti di un monarca speciale che per i sudditi rinuncia al potere assoluto

 

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FEDERICO VII DI DANIMARCA


Le Grandi Dinastie Europee

FEDERICO VII DI DANIMARCA

Vizi amori e difetti di un monarca speciale che per i sudditi rinuncia al potere assoluto

(Assisi PG, 15/02/2025)

 

FEDERICO VII DI DANIMARCA

Un monarca assoluto paradosso dei monarchi del suo tempo perché convintamente introduce in Danimarca la monarchia costituzionale Un uomo quindi dotato di una spiccata personalità nella quale prevale l’aspetto liberale e democratico rispetto al concetto di aristocrazia, tanto da riuscire ad essere uno dei sovrani più apprezzati del suo tempo, pur  presentando deviazioni caratteriali importanti come l’eccessivo amore per le donne e l’alcolismo. Nonostante ciò, dopo la sua rinuncia al potere assoluto,  riuscirà a guadagnarsi la benevolenza dei suoi sudditi.

Cristiano VIII, re di Danimarca dal 1839, muore il 20 gennaio 1848 nel suo palazzo di Amalienborg. Qualche giorno più tardi, i membri della famiglia reale, il personale dello stato maggiore ed i gentiluomini di corte seguono il suo feretro, portato a spalla da 12 ciambellani fino alla grande sala del palazzo, tappezzata di nero. Il feretro aperto lascia intravedere il corpo imbalsamato, rivestito di un pantalone d’oro e d’argento, con delle scarpe di seta bianca ed un mantello di velluto rosso ricamato di corone d’oro e foderato d’ermellino, replica dell’abito del giorno della sua incoronazione. La spoglia del defunto viene, a quel punto, posta sopra un letto da parata, circondato da 12 tavolini rotondi di candelabri d’argento e da 8 sgabelli che, a loro volta, sorreggono dei cuscini rossi con le decorazioni del sovrano. Questo cerimoniale, miscuglio d’austerità e di semplicità, fornisce un’idea dell’etichetta che regna a Corte. Sotto Federico VII, il suo successore, le procedure verranno notevolmente semplificate. Il nuovo sovrano, nato il 6 ottobre 1808 dal matrimonio di Cristiano VIII con Carlotta di Mecklemburg-Schwerin, rappresenta l’ultimo re della dinastia degli Oldenburg e risulterà il più amato fra di loro, per aver abbandonato l’assolutismo ed aver dato una Costituzione al suo paese. Figlio unico e nonostante ciò, negletto dai genitori, che divorziano due anni dopo la sua nascita, egli completa i suoi studi a Ginevra, prima di intraprendere un lungo viaggio che lo porta in Francia, in Italia ed in Germania. Nel 1839, allorché suo padre accede al trono, Federico diviene governatore della Fionia (la 2^ grande isola della Danimarca), dove riesce a rendersi molto popolare. Le sue scappatelle amorose, il suo fisico massiccio, il suo comportamento eccentrico e la sua tendenza al bere, avrebbero potuto ben alienargli delle simpatie. Tuttavia, egli diventa nel giro di qualche anno un principe e quindi un sovrano, particolarmente apprezzato dai sudditi. Se anche lo scandalo prosegue imperterrito nella sua vita privata, la sua popolarità non ne viene intaccata. Anzi, al contrario ! Il futuro re divorzia dalla sua prima moglie, sua cugina, la figlia del re Federico VI (1808-1863), Guglielmina Maria di Danimarca (1808-1891). Dopo aspre dispute e scenate familiari, la donna viene rinchiusa nella fortezza di Federicia, per ordine reale e costretta alla separazione. Il sovrano divorzia ancora, nel 1846, dalla sua seconda moglie, Carolina di Mecklemburg-Strelitz (1821-1876), dopo cinque anni di matrimonio. Sembra che la causa del divorzio sia stata imputabile alla rigidità tedesca di Carolina. Federico sale sul trono nel 1848 a quaranta anni, solo e senza figli. La sua terza ed ultima moglie è l’attrice Luisa Rasmussen (185-1874), creata contessa von Danner, con la quale contrae un matrimonio morganatico. Luisa appartiene alla borghesia: ballerina di teatro, quindi modista a Parigi, apre poi a Copenhagen una boutique alla moda: la Demoiselle Charpentier. E’ un po’ per caso che il monarca entra un giorno in questo negozio, dove vi riconosce quella che era già stata una sua amante: di nuovo un colpo di fulmine. Il re la toglie alle sue stoffe ed ai suoi ricami; la sposa, il 7 agosto 1850, nel castello di Fredriksborg. Il matrimonio scandalizza la nobiltà, che lascia immediatamente la Corte e riversa sulla malcapitata una montagna di maldicenze. Sordo a tutte queste malelingue e imprecazioni, il sovrano continua come se nulla fosse accaduto, forte del sostegno popolare. I sudditi manifestano, in effetti, la loro approvazione per un matrimonio che onora un mercante uscito dai loro ranghi. Federico non può che rallegrarsi della calma che i cortigiani hanno lasciato dietro di loro andandosene. Da allora, egli prova tutto il piacere di assaporare dei momenti di tranquillità con la sua sposa e di ricevere a tavola, senza etichetta o affettazione, ospiti di passaggio, siano essi principi, inviati di stati europei o scienziati di fama. D’altronde, la contessa von Danner, piena di tatto e di generosità, riuscirà a crearsi dei fautori e finirà per pesare sul corso della politica. Lo statuto morganatico della contessa pone, nondimeno, problemi protocollari. In tale contesto, il sovrano rinuncia ad un viaggio progettato a Parigi, perché l’imperatrice Eugenia Montijo fa sapere, preliminarmente, che non potrà ricevere la sua sposa con le regole del protocollo riservato alle regine. Ma né Federico, né Luisa se ne faranno un problema. Le maniere molto libere di Federico riflettono il suo temperamento: egli ha sempre rappresentato in seno alla Corte aristocratica, l’elemento liberale e democratico. E’ pertanto naturale che, dal momento della sua accessione al trono, egli inizi dei negoziati ed offre al suo popolo una monarchia costituzionale, proclamata il 5 giugno 1849. La cerimonia della consacrazione è abolita. Il potere legislativo è affidato a due assemblee, una camera alta, eletta a suffragio sulla base del censo ed una camera bassa, eletta da tutti gli uomini di almeno 30 anni d’età. Due proclami reali, del 24 novembre 1848 e del 30 maggio 1849, modificano il sistema di vita della Corte, in quanto il sovrano rinuncia alle sue proprietà patrimoniali. Tutti i castelli reali ed il loro mobilio sono ceduti allo Stato, che li amministra attraverso il Ministero degli Interni. Il re può occuparli, a condizione che le dotazioni che gli sono assegnate vengano impiegate per la loro manutenzione interna. Rimanendo a carico dello Stato tutti i lavori esterni. A Copenhagen, sulla piazza Amalienborg, si affacciano quattro palazzi identici, sontuosamente decorati: ma Federico preferisce vivere a Christiansborg, sull’isola di Slotholmen (isola del castello), il solo sovrano a risiedervi in permanenza. La sua posizione, a prossimità dell’acqua rende il luogo umido e poco confortevole. Nel 1838, il granduca Alessandro di Russia vi aveva preso freddo ed aveva chiesto di cambiare soggiorno. Ma, allorché gli ospiti di rango arrivano al palazzo Cristiano VII a Copenhagen, per mancanza di posto, gli ufficiali della Corte sono costretti a sloggiare e sistemarsi altrove !! Questa scarsa disponibilità di spazi pone non pochi problemi organizzativi, in quanto il Gran Maresciallo vi conserva il suo appartamento, il sottosuolo è occupato, dietro un modico affitto, da personale della Corte in pensione e dalle cucine, nonché, dall’ornitologo Niels Kjaerbolling (1806-1871), che vi espone la sua collezione di 3 mila uccelli impagliati, non senza suscitare le rimostranze dei vicini, disturbati dall'odore di formalina. Questa disposizione, molto dispersa, dei diversi spazi curiali consente al re di condurre una vita ritirata. Fino al 1859, Federico approfitta, in estate, della calma del castello Frederiksborg, la Versailles danese, posto a 10 chilometri da Copenhagen o di quello di Hillerod, costruito su tre isole e circondato da un parco barocco. Ma, nel 1859, si verifica a Frederiksborg un incendio, durante uno dei suoi soggiorni. La ricostruzione viene resa possibile grazie ad un prestito nazionale, vale a dire, grazie all’affetto della nazione per il sovrano. Fra i generosi mecenati si troverà anche Jacob Christian Jacobsen (nato nel 1811), proprietario della birreria Carlsberg. Accanto al lavoro che necessita la sua funzione, specialmente in politica estera, il re, esperto d’archeologia, presiede la Società degli Antiquari del Nord, che si riunisce tutti gli anni al Palazzo Cristiano VII. Il sovrano effettua, inoltre, diversi viaggi d’esplorazione marittima e conduce, egli stesso, delle ricerche, oppure le finanzia. Egli riallaccia buone relazioni con il suo omologo svedese, Carlo XV Bernadotte di Svezia (1826-1872), che soggiorna regolarmente a Frederiksborg, prima della sua distruzione ed a Christiansborg, dove le feste date in suo onore ricordano le tradizioni del Nord: aringhe e canti studenteschi, veglie e marce alla luce delle fiaccole. Federico, senza figli, si preoccupa della successione, Egli promulga, il 27 marzo 1853, alcune regole che introducono la legge salica. Nel 1863 gli succede il cugino Christian de Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glucksburg (Cristiano IX) (1818-1906), marito di Luisa d’Assia-Cassel (1817-1898), sua nipote. La coppia sale al trono il 15 novembre 1863 con l’accordo delle potenze internazionali.


Massimo Iacopi

 

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