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La questione antropologica: concepimento, lavoro, morte Un supplemento d’anima, etico e politico, di analisi e proposta Oct 10 2006 12:00AM - Nazzareno Figorilli (Rieti) Sono ripresi gli incontri di formazione sociale e da quest’anno anche politica del Movimento Cristiano Lavoratori, tutti i venerdì dalle ore 18,00 alle 19,30 fino al 15 dicembre presso l’Aula Giuseppe Ragno di Via Paolo Borsellino, 36 a Rieti. Gli incontri sono aperti a tutti, credenti e non, uomini di buona volontà che desiderano sapere e che vogliono contribuire a formare il sapere, nel campo dell’etica e della politica, nel campo sociale come in quello economico con
riferimento alla dottrina e al magistero della Chiesa. Nazzareno Figorilli presidente del Movimento Cristiano Lavoratori chiede ai cattolici di uscire dal “borbotto”, dal “giudizio”, dal “peccato di omissione sociale”, e come sostiene il responsabile della formazione MCL Massimo Casciani a proposito della difesa della vita, “il cittadino cattolico non deve fermarsi all’annuncio, ma deve argomentare e lottare perché le coscienze siano informate e formate e deve intervenire politicamente con il voto e l’azione politica”. Un “supplemento d’anima” dice in sostanza Figorilli, etico e politico, di analisi e di proposta per lo sviluppo del pensiero e dell’azione politica. L’incontro di venerdì scorso 27 ottobre 2006 “La questione antropologica, dal concepimento al lavoro alla morte” Il tema è stato trattato da Figorilli che ha evidenziato l’allarme e il dolore di Giovanni Paolo II per l’impressionante moltiplicarsi e acutizzarsi delle minacce alla dignità e alla difesa della vita, dal concepimento al lavoro alla morte. Giovanni Paolo II - ha detto Figorilli – ha richiamato il Concilio Vaticano II° (GS, 27) e ha posto all’attenzione di tutti, credenti e non credenti, una questione, “la questione antropologica”. “Tutto ciò che è contro la vita, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, gli sforzi per violentare l’intimo dello spirito, tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni infraumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o anche le ignominiose condizioni di lavoro con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno e non come persone libere e responsabili, tutte queste cose e altre simili sono certamente vergognose, e mentre guastano la civiltà umana, inquinano coloro che così si comportano, ancora più che non quelli che le subiscono, e ledono grandemente l’onore del Creatore”. Ma l’allarme e il dolore di Giovanni Paolo II° - ha detto Figorilli – è particolare per gli attentati alla vita nascente e terminale, non si tratta solo, come è sempre avvenuto e tuttora avviene, di fatti “personali” addebitabili alla responsabilità di singole persone, ma di fatti che presentano una forte e inquietante valenza culturale, sociale e politica. Il Papa parla esplicitamente di “strutture di peccato”, di guerre dei potenti contro i deboli, “di cultura di morte” promossa da forti correnti culturali, sociali, economiche e politiche, portatrici di una concezione efficientistica della società. La vita che richiederebbe più accoglienza, amore e cura è ritenuta inutile o è considerata come un peso insopportabile e prende l’intero arco dell’esistenza umana, dal concepimento al lavoro alla morte. “Che hai fatto?” dice il Signore a Caino (Gn. 4,10). E’ in atto una specie di “congiura contro la vita”, congiura “voluta” da una linea culturale sempre più potente, portata avanti da coloro che giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale, e con questo presupposto ne pretendono non solo l’impunità, ma persino l’autorizzazione da parte dello Stato per praticarli in assoluta libertà con l’intervento gratuito delle strutture sanitarie. Linea culturale che tende a far perdere nella coscienza collettiva il carattere di “delitto”, per far assumere paradossalmente quello del “diritto” alla morte. La domanda è rivolta anche a noi – ha detto Figorilli -, credenti e non credenti. Dobbiamo tutti prendere coscienza dell’ampiezza e della gravità degli attentati alla vita. “Sono forse il guardiano di mio fratello?” risponde Caino (Gn. 4,9). Si tratta anche di una congiura per “omissione” di coloro che sanno e non fanno nulla sia sul piano culturale, come quello sociale, come quello politico. Per i cattolici è un “peccato di omissione”, per i non credenti è una “omissione etica”, di fronte alla responsabilità che ogni cittadino è chiamato ad assumere, poiché ledere la dignità all’esistenza e procurare la morte alla persona umana è negare la democrazia, principi cristiani riconosciuti secondo natura anche dai non credenti e che fondano la convivenza democratica. Non aver riconosciuto le radici cristiane dell’Europa, è non aver riconosciuto i principi di democrazia sui quali si fonda l’Europa stessa. Noi siamo i guardiani – ha detto Figorilli -, questo è il compito di noi che operiamo nel campo culturale, come in quello sociale e politico. Noi del Movimento Cristiano Lavoratori ce ne facciamo carico e chiediamo a coloro che credono alla difesa della dignità e della vita della persona umana di operare con noi, per contribuire a formare il sapere nel campo dell’etica e della politica, nel campo sociale come in quello economico con riferimento al Magistero della Chiesa, poiché la Chiesa è madre e maestra. L’incontro di questa settimana, venerdì 3 novembre, tratterà il tema “Emergenza sociale Immigrati, tossicodipendenti, carcerati Dall’accoglienza alla legalità”
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